Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
maggio 2006

Alpi Marittime

SOMMARIO


Galleria Profili d’oltremare

Natura Tracce di lupo nel parco

Echi con variazioni sul tema

Ciclismo Fausto, Fausto!

A piedi La dimensione orizzontale

Alpinismo Sulle vette del sole

Le due facce del Corno Stella

Scialpinismo Albe glaciali

Cucina Cacio, agnello e baccalà

Guida

 

la copertina
Tracce di lupo nel parco
Bel paesaggio, luogo idillico di svago e teatro di forti suggestioni, scorci a effetto, scenari mozzafiato. Certo, le Alpi Marittime sono tutto questo, con 300 laghetti d’alta quota, alte montagne, la Serra dell’Argentera, il Gelas, con il più meridionale dei ghiacciai della catena e una delle più alte concentrazioni di fauna alpina racchiusa nella grande area protetta dei due parchi-modello gemellati.
Ma limitarsi a questi elementi per caratterizzare le Marittime sarebbe cedere
ancora una volta a un’immagine convenzionale della montagna, perseverando con
lo stereotipo dal sapore roussoiano secondo cui tutto è natura, tutto sopra una certa quota è bellezza e incanto.
Questa porzione di Alpi, tra il Colle di Tenda e il Colle della Maddalena, offre in realtà altri spunti su cui riflettere. Intanto sull’uomo e la vita, sulla storia e la sua eredità. Come molte altre vallate alpine anche queste, a partire dagli anni Sessanta, sono diventate aree di forte spopolamento (in Valle Stura si è raggiunto un picco di calo demografico del 75%), e sappiamo come l’abbandono
crei guasti al territorio difficilmente reversibili, smembri il tessuto sociale
e limiti lo sguardo sul futuro.
Ma oggi, grazie a pochi “nuovi pionieri”, si registrano alcuni timidi tentativi in controtendenza. La nostra giornalista Cristina Zerbi è andata a Palanfré in una laterale della Val Vermenagna a scovare un caso: Michelino Giordano, partendo dalla pianura con le sue mucche, scommette ora in montagna su un prodotto caseario di qualità e su una nuova vita.
È un esempio di neoruralismo, fenomeno che in Francia sta assumendo proporzioni significative.
Come altri, Giordano è disposto ad adattarsi alla più severa vita delle Alpi e a
farsi portatore di un’antica etica del lavoro propria della società contadina, ma senza ergersi a lodatore del passato.
Le tre vallate sul versante cisalpino (Vermenagna, Gesso, Stura) puntano molto sulla rivitalizzazione della cultura identitaria locale, con gli ecomusei, la pastorizia tradizionale, l’intervento dello stesso Parco naturale
e con il recupero dello spirito occitano, anche attraverso i balli e la musica.
Fino a pochi decenni fa questo patrimonio era del tutto trascurato dalla stessa popolazione occitana. Mentre oggi può riportare la vita.

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Filippo Zolezzi