Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
gennaio 2017

La traversata delle Alpi con Walter Bonatti

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Lettura La grande traversata
Inchiesta Le Alpi mutanti
Giulie e Carniche L’inizio dimenticato
Alpi Venoste Gli eredi del vecchio maso
Tra Ortles e Bernina Prima che arrivi la notte
Alpi dei Walser La mia casa è la montagna
Giganti della Vallée Sulle nevi del Bianco
Alpi del Mare Il Cuneese che rinasce
Approfondimenti Zizi e gli altri ricordi
Una vita in pubblico
Attrezzatura
Guida

 

Sessanta anni fa, tra il 14 marzo e il 18 maggio 1956, una manciata di uomini compivano un’impresa senza precedenti nella storia delle Alpi. Erano Walter Bonatti e il tenente degli alpini Lorenzo Longo con alcuni compagni che via via avevano condiviso tratti del percorso. A un certo punto della traversata, si erano ritrovati ad avanzare insieme alla squadra del trentino Bruno Detassis partita con qualche giorno d’anticipo da Tarvisio. Facendo affidamento solo sulle loro gambe e senza mai aver preso strappi da mezzi meccanici, Bonatti e Longo riuscirono a portare a termine l’intera traversata in soli 66 giorni, percorrendo 1795 chilometri e coprendo 73mila metri di dislivello. Un’indimenticabile cavalcata lungo tutta la catena. Oggi, sempre con gli sci o con le ciaspole, Montagne ritorna sui tratti più significativi di quella traversata consigliando alcune tappe, molte digressioni e anche diverse varianti (più adatte ad essere ripercorse rispetto all’itinerario originale, vedi pag. 129). Un viaggio speciale e doppio, perché seguendo quelle tracce si può compiere – in parallelo – anche un viaggio nel tempo. Per questa occasione Bonatti dismette i panni dell’alpinista estremo da tutti conosciuto, e diventa un viandante della neve che ci porta attraverso la storia, permettendoci di capire come sono cambiate le nostre montagne. Un cambiamento radicale. Secondo il geografo Franco Michieli è difficile stabilire se le Alpi siano mutate di più da quando l’uomo le ha abitate dopo l’ultima glaciazione o negli ultimi sessant’anni (vedi pag. 31). In queste pagine si vedranno alcune preziose fotografie originali. Fanno parte del lascito (250mila pezzi tra carteggi, cimeli, immagini, vedi pag. 112) che gli eredi di Bonatti, la famiglia Vicario, hanno conferito al Museomontagna di Torino perché sia valorizzato nel tempo. Un grande omaggio anche al Cai e al suo presidente
Vincenzo Torti, che fa entrare nella “casa italiana della montagna” la memoria
materiale di uno dei più amati alpinisti (e scialpinisti!) di sempre.

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Filippo Zolezzi