Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
giugno 2017

Dalmazia e Croazia

SOMMARIO


Portfolio Radici
Spalato Il palazzo infinito
Graffiti
Media & dintorni
Location Spade & Troni
Dubrovnik The show must go on
Dalmata Il cane a pallini
Quarnaro Acqua azzurra, acqua cara
Maraschino Onor di ciliegia
Isole Piccoli mondi antichi
Zara Il canto del mare, il saluto al sole

 

Un luogo della mente e nient’altro? È questa la Dalmazia che dall’antica omogeneità (in particolare ai tempi dell’imperatore Diocleziano, della Serenissima e del successivo impero asburgico) è passata alla frammentazione cartografica, a un concetto fluido che la vede soprattutto sotto le bandiere croata e montenegrina, ma anche un po’ bosniaca e slovena (perchè anche l’Istria è lì, a ridosso)? Chi si diletta in giochi mentali può certo cercare una risposta rigorosa a domande del genere. Chi preferisce il viaggio e la scoperta (come MERIDIANI) ne fa volentieri a meno, giacché questo “luogo della mente” è in realtà ben concreto, scolpito nella solida pietra di Spalato, Sebenico o Cattaro, vive la quotidianità “cool” (passateci il termine) di Zara e di Dubrovnik, conosce l’eleganza del cane a pois che il cinema ha reso celebre nel mondo, e il sapore inconfondibile del maraschino, già delizia dei salotti imperiali e oggi robusto rinforzo dei cocktails alla Papa Hemingway. Ma c’è altro. Abbiamo infatti scelto per la nostra sovracopertina un titolo di stagione (“il mare di fronte”, e dunque isole, spiagge, tuffi, vacanza), ma questo numero di MERIDIANI è anche un po’ speciale perché dedica pagine a un Paese troppo spesso trascurato: il Montenegro. Per conoscerlo meglio non solo abbiamo raccontato la storia di una regina che qui era nata e si fece italiana (Elena di Savoia), ma ci siamo spinti anche profondamente nell’entroterra fino alle gole profonde del fiume Tara. Un po’ lontano dai dorati ciottoli delle spiagge, ma ne valeva la pena! Una nota finale: spesso nei testi abbiamo indicato luoghi e persone con nomi e termini italiani e classici, altre volte abbiamo naturalmente fatto ricorso alla lingua attuale. Lo scopo era uno, e uno soltanto: capirsi e capire. Zara o Zadar, che importa? L’importante è andarci, sedere sulla riva e ascoltare le note dell’Organo del Mare.

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Filippo Zolezzi