Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
settembre 2017

Bordeaux

SOMMARIO


Portfolio
Città monumento
Firmato Unesco Le pietre raccontano
Acqua Grazie al fiume
Bere nobile/1 Il divino decanter
Bere nobile/2 Vin santo
Bere nobile/3 Si fa presto a dire chÂteau
Architettura Football griffato
Ritratti Aliénor dei trovatori
Côte d’Argent La spiaggia infinita
Rives droite & gauche Restyling
Bergerac Cyrano, chi l’ha visto?
La Brède Casa Montesquieu
Castelli Rocca continua
Memoria La piazza dei grandi uomini
Mascaron Il popolo scolpito
Guascogna Tutti per uno, uno per tutti
Gente Madame cinéma
guida

 

Non so se Bordeaux sia la miglior città del mondo, anche se sono in tanti – e non solo i bordolesi – a sostenerlo. Però se nel 2007 l’Unesco (che sta praticamente classificando l’intero pianeta) ha proclamato patrimonio dell’Umanità quasi metà del territorio comunale e tutto il suo centro storico (oltre 1800 ettari, 347 edifici), un motivo dovrà pur esserci... perché questo, sì, è un primato assoluto! Di più: la celebre guida “Lonely Planet” ha definito Bordeaux “prima città da visitare al mondo nel 2017”. E dunque i nostri inviati ci sono andati, percorrendone anche i dintorni, cioè l’antica Aquitania e il nastro stupefacente della Côte d’Argent. Ebbene, non possiamo che confermare: qui si sta bene, la bellezza è ovunque e la vita è ricca di piaceri per la mente e per la gola. I motivi? Sono tanti, e nelle pagine che seguono cercheremo di approfondirli. Intanto c’è l’eredità millenaria: Bordeaux è francese per modo-di-dire, visto che in precedenza era gallica, poi romana, un po’ basca, quindi inglese per tre secoli, e quando è tornata a essere francese lo ha fatto controvoglia. Insomma, una stratificazione fertilissima di culture e di stili. Inoltre da queste parti ha messo le proprie radici l’Illuminismo (cioè la modernità europea) grazie a personaggi come Michel de Montaigne e Montesquieu. Qui il passato ha saputo diventare futuro: è vero che si celebrano Cyrano de Bergerac e d’Artagnan, ma nello stesso tempo si costruiscono lo stadio più elegante del mondo e il ponte più moderno d’Europa. Si passeggia all’ombra di monumenti neoclassici, e intanto la cultura contemporanea esplode nei quartieri un tempo operai e industriali, trasformati in fabbrica di tendenze e nuove idee. Non dev’essere un caso il fatto che dal 1947 a oggi (cioè un arco di settant’anni!) la città ha eletto, apprezzato e dunque confermato, soltanto due sindaci, Jacques Chaban-Delmas e Alain Juppè, indipendentemente dai ribaltoni nazionali.

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Filippo Zolezzi