Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
dicembre 2017

Cile

SOMMARIO


Portfolio Moai
Miti Ombelico del mondo
Valparaíso VALPO, (quella che arriva prima)
Atacama Mai stati su Marte?
Sport Vediamoci alla medialuna
Cultura Parole per sempre
Natura Gli aghi di Cleopatra
Vini SeŇor Bacco
Santiago Cielito lindo... o quasi
Punta Arenas Miss Sud
Jurassic Cile Dieguito & il cilesauro
Astronomia Sentinelle del cielo
Chiloé L’isola dei miti
Capo Horn 55° 58’ 48’’ S 67° 17’ 21’’ W
Gente
guida

 

Nell’ottobre scorso la rivista internazionale (e l’istituzione culturale che se ne cura) “Lonely Planet” ha proclamato il Cile meritevole di essere considerato la prima destinazione di viaggio al mondo, per il prossimo 2018. E allora eccoci qui con un fascicolo di MERIDIANI interamente dedicato a questo Paese (il primo della nostra storia, fra l’altro, e dunque colmiamo di tutto cuore la lacuna). Riempirlo è stato facile, facilissimo. E di conseguenza è stato un compito difficile – anche se purtroppo necessario – escludere qualche argomento, per ovvi limiti di spazio. Si poteva tralasciare l’isola più misteriosa del mondo, Rapa Nui? Si poteva non considerare il capo Horn del mito marinaro? Si potevano trascurare lo spettacolare deserto di Atacama, luogo più arido del pianeta (al nord) o i picchi di granito delle Torres del Paine, al sud? Domande retoriche, e a queste destinazioni abbiamo infatti dedicato quanto meritavano. La realtà è che il Cile (che, se così si può dire, è il Paese più lungo del pianeta, circa 4400 chilometri dal tropico del Capricorno fin quasi al circolo polare antartico) è, per chi scrive e fotografa, una sorta di vaso di Pandora che riversa stimoli a non finire: rivolto al futuro, con le sue vette irte di telescopi che sembrano creazioni di Star Wars, e insieme curioso del passato, visto che qui sono stati appena scoperti i “cilesauri” (strambi dinosauri che fanno riscrivere le cronache del Giurassico); remoto (con la lunghissima striscia patagonica che termina alla Terra del Fuoco) ma anche prossimo a noi, dal momento che l’emigrazione dal vecchio continente ne ha fatto il luogo più europeo del Sudamerica, e i cognomi hanno echi francesi e spagnoli, inglesi e italiani, tedeschi e croati. Coltissimo e inquieto. Colorato e malinconico. Orgoglioso e ribelle. Insomma, diamo retta a “Lonely Planet” e andiamoci.

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Filippo Zolezzi