Meridiani

Dir. Resp.: Remo Guerrini

bimestrale

ISSN: 9-771120-804007

distribuzione principale: edicola

prezzo: 6,20 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani
bimestrale
numero di
gennaio 2018

Bologna

SOMMARIO


Portfolio Comfort zone
Portici 3796 metri!
Mortadella La ricetta del cardinale
Piazza Maggiore Nel cuore, nell’anima
Itinerario Dalla Una città per cantare
Buon gusto La cuccagna
Santo Stefano Si fa presto a dire chiesa!
Itinerario Marconi La città elettrica
Terme Cosa c’è sotto?
Meraviglie Il dolore, la carne, la terracotta
Zecchino d’Oro Fratello Zurlì, sorella Mariele
Torri La Manhattan del Medioevo
Motori Toro scatenato
Itinerario Morandi Piccolo mondo antico
Comics Metti che un giorno Satanik e Kriminal…
Alma Mater Facierum liber
Guida

 

Come si fa, in un Paese grande, antico e bellissimo come è l’Italia, a fare a meno degli stereotipi? Ogni città indossa i propri, come un illustre e scontato mantello. Così preparando questo numero di MERIDIANI dedicato a Bologna (“new entry” in oltre trent’anni di giornale) abbiamo deciso di dar loro enfasi, invece di svicolare. Cioè attribuire rilievo e approfondire. E dunque non potevamo non dedicare alla mortadella (appunto “la Bologna” in ogni salumeria come si deve) il servizio di apertura: e raccontarvi che – altro che cibo umile! – rappresentava il caviale del Rinascimento, la suprema arte di ogni salsamentario che i gourmet di tutta Europa invidiavano. La sorpresa è che oggi è ancora così (leggete a pagina 32). Tutto ciò per ricordarci di “Bologna la grassa”, stereotipo Numero Uno. Il fascicolo si chiude, invece, con un reportage sullo Studium, dunque l’Alma Mater, insomma l’università che, datata 1088, è stata la prima al mondo e che, per secoli, ha rappresentato ciò che Stanford e Harvard sono oggi. Dunque ecco lo stereotipo Numero Due, “Bologna la dotta”, con un’appendice dedicata ai volti che potremmo vedere in un Facebook d’antan: Erasmo da Rotterdam e Copernico, Torquato Tasso e Tommaso Becket, Petrarca e Pico della Mirandola... e via dicendo. Tutto qui? Ovviamente no. L’ambizione di questo MERIDIANI è invece quella illustrare tutte le belle cose che stanno fra questi due poli stereotipati: le torri che nel Medioevo facevano della città una Manhattan padana e i chilometrici portici che, fra inverni gelidi ed estati afose, ne favoriscono la dolce vita. Architetture misteriose e solenni (da San Petronio alle sette chiese di Santo Stefano), benessere come preferenza esistenziale (terme urbane e pasticceria campione del mondo), e poi motori, grande musica, arte, libri (e fumetti memorabili)... potremmo andare avanti per molto. Meglio leggere.

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Filippo Zolezzi