Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
marzo 2018

Resegone e Grigne

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Galleria
Reportage Con gli occhi rivolti ai monti
Focus Un rito romantico
Escursionismo Sui monti sorgenti dall’acque
Ferrate Vertigini a forza di braccia
Skyrunning I maratoneti del cielo
Alpinismo L’alba di un mito
Arrampicata Aerei passaggi
Natura Primavera non bussa, lei entra sicura
Libri Nella culla della letteratura alpina
Guida
Materiali
Collezione
Prossimo numero

 

Forse per quell’accesso così diretto e rapido alla montagna, forse per quell’antica cultura operaia che è stata a lungo un tratto caratteristico di lecchesi e brianzoli, fatto sta che sulle Grigne e sul Resegone si è sviluppato, fin dalle origini, un tipo di alpinismo tutto particolare; un alpinismo collettivo, di squadra, di bande di amici più o meno scanzonati e spesso al massimo del livello tecnico del momento. Un caso quasi unico nell’Italia di un secolo fa. Lo descrive qui, in modo approfondito e divertente, Alberto Benini nel suo articolo “L’alba di un mito”. Se altrove, nei primi decenni del Novecento, l’alpinismo veniva praticato per lo più da spiriti solitari e individualisti che provenivano in prevalenza da classi borghesi, a Lecco, Brianza e nei quartieri popolari di Milano vediamo invece germogliare la passione fra persone umili, lavoratori, operai, braccianti: un contesto che in genere non conosceva il significato moderno di “tempo libero”, e in ogni caso non lo associava ad attività faticose e rischiose come sono le scalate. Eppure ecco l’Ape (Associazione proletari escursionisti, sciolta presto dal fascismo), ecco il dopolavoro Nuova Italia, ecco i Gasv (Gruppo alpinisti sempre al verde). Finita la guerra nasceranno anche i mitici Pell e Oss (cosi  denominati per la loro cronica indigenza, di cui farà parte Walter Bonatti), i gloriosi Ragni della Grignetta, e più di recente il Gruppo Gamma. Quello spirito di amore collettivo per la montagna lecchese oggi impersonato anche dal Cai e da gruppi di amici si ritrova vivo più che mai, per esempio nei sentieri sempre ben tenuti dalla mano di numerosi volontari, in alcuni rifugi aperti anche d’inverno, sulle falesie attrezzate anche grazie agli interventi di enti pubblici locali. Lo si ritrova persino nell’oceanica partecipazione di pubblico e di atleti alle gare di corsa sui sentieri, la ResegUp e la ZacUp. Resegone e Grigne, montagne amatissime, primo grande balzo in alto dal brulicare operoso dalla pianura lombarda.

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Filippo Zolezzi