Meridiani Montagne Speciali

Gli speciali di meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Albino Ferrari

bimestrale

ISSN: 77182517653

distribuzione principale: edicola

prezzo: 8,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne Speciali
Gli speciali di meridiani Montagne
bimestrale
numero di
settembre 2018

Alpeggi e malghe delle Alpi

SOMMARIO


Echi con variazione sul tema
Introduzione. Alpe, eterno divenire
Alpi Liguri. Il Marguareis dei gias e dei lupi.
Valle d Aosta. Com e verde la mia valle.
Veneto. Arcipelago Asiago.
Dolomiti. Di viandanti, pastori e pecore.
Friuli. Carnia, paesaggio vivente.
Biblio. Pastori del passato, malgari del futuro.
Dolomiti. Di viandanti, pastori e pecore.
Friuli. Carnia, paesaggio vivente.
Biblio. Pastori del passato, malgari del futuro.

 

Posto di fronte a un paesaggio alpino, l’osservatore inesperto coglie un insieme di elementi che è portato a definire naturali. Le praterie, i boschi, i ruscelli, i fiori. Come se quel quadro fosse retto da un perfetto equilibrio interno e derivasse dalla spontaneità dei cicli naturali. Non è così. Le Alpi – ed è la premessa per apprezzare questa monografia su malghe e alpeggi – sono state trasformate dall’uomo nel corso dei millenni con il contributo degli animali domestici: dissodamenti, bonifiche, calpestio, concimazione, coltivazione, cura del bosco. Un lavoro protratto e incessante, che ha comportato anche un aumento considerevole della biodiversità. Un fiore di campo che cresce spontaneo è in realtà il risultato dell’intervento dell’uomo. Senza la monticazione dei bovini in quota non ci sarebbe il surplus di azoto derivante dallo sterco, non ci sarebbe lo spazio liberato dalla vegetazione arbustiva e spinosa, e dunque non ci sarebbe neppure quel fiore. Dagli anni Cinquanta le superfici d’alpeggio sulle Alpi italiane si sono ridotte di un terzo, con picchi del 50-70 % in alcune vallate (Carnia), anche se oggi si assiste a un’inversione di tendenza. Cresce l’interesse
per i prodotti della filiera degli alpeggi, e ciò è dovuto sia alla qualità migliore di latte e formaggi, rispetto a quelli industriali, sia a motivi etici. In montagna gli animali pascolano liberi, brucano erbe e fiori, e conducono un’esistenza ben diversa da quelli costretti negli allevamenti intensivi di pianura. Così molti alpeggi si stanno attrezzando per integrare attività agrituristiche e vendita diretta dei formaggi. E la fascia altitudinale dei pascoli diventa uno spazio sempre più interessante, attraente, ospitale, anche come alternativa all’alta quota. Un mondo ricchissimo e poco noto, che va prima di tutto colto nella sua essenza: la dimensione simbiotica tra uomo, animale, ambiente.

 

Filippo Zolezzi