Meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Casareto

bimestrale

ISSN: 9-771721-507000

distribuzione principale: edicola

prezzo: 7,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne
bimestrale
numero di
luglio 2019

Alpi Orobie

SOMMARIO


Echi con variazioni sul tema
Galleria
Reportage Ritorno al futuro
Escursionismo/1 Wild. Weekend nel Mesozoico
Escursionismo/2 Contrappunto verticale
Ferrate Sentieri d’acciaio
Alpinismo/1 Linee selvagge
Alpinismo/2 La vetta che raggiunge solo chi…
Portfolio Neve
Personaggi Pacì, icona pop
Guida
Libri I signori delle cime
Materiali
Collezione

 

La catena delle Orobie – sulla quale Montagne torna dopo 15 anni (n° 10, 2004) e alla vigilia dello speciale n° 100 in uscita il prossimo settembre – è un fascia di roccia metamorfica e vulcanica originatasi, ci dicono i geologi, nello scontro tra l’Eurasia e l’Africa. Quando? Come? Lo schianto è avvenuto con una lentezza e in un tempo così profondi che al solo pensiero rimaniamo increduli, smarriti. Il Carbonifero, il Permiano, il Triassico, il Giurassico, il Cretaceo, il Terziario, il Quaternario sono nomi dal suono quasi poetico per la difficoltà di afferrarne sino in fondo il significato e per la vertigine che ci suscitano. Cos’è il Cretaceo? È il tempo in cui è avvenuto il “grande scontro”. Ho sempre creduto che il pensiero geologico non possa fare a meno anche di una buona dose di fantasia, indispensabile per formulare ipotesi sull’origine delle montagne e della Terra. Ecco, possiamo allora immaginarci la scena di un tir che a tutta velocità va a sbattere contro un muro di cemento armato: ci sono filmati super rallentati che mostrano l’impatto e il comportamento della massa metallica sottoposta a pressioni liberate in frazioni di secondo. Schiacciandosi, la massa si solleva, si contorce, si attorciglia in un mostro informe. Tutto questo, pensando in millesimi di secondo che si dilatano in eoni, è avvenuto proprio dove oggi si innalzano il Corno Stella, il Coca, la Presolana. La Linea Insubrica è il punto esatto dello schianto e passa proprio qui. È la cicatrice che testimonia l’avvenuto scontro, la saldatura, la giuntura di corpi provenienti da luoghi lontani. Come possiamo solo pensare una cosa simile? Eppure queste sono le Orobie nella “fantasia scientifica” di chi le riesce a vedere con parametri diversi da quelli umani. Ancora una volta la montagna, se saputa cogliere nell’incessante nesso tra realtà e immaginazione, può svelare molto di più di quanto ci appare.

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Filippo Zolezzi