Meridiani Montagne Speciali

Gli speciali di meridiani Montagne

Dir. Resp.: Marco Casareto

bimestrale

ISSN: 77182517653

distribuzione principale: edicola

prezzo: 8,50 euro

Editore: Editoriale DOMUS

 

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Meridiani Montagne Speciali
Gli speciali di meridiani Montagne
bimestrale
numero di
aprile 2020

Ferrate in Dolomiti

SOMMARIO


Introduzione Quasi un secolo di vie ferrate
Sella e Marmolada Nel cuore dei Monti Pallidi
Dolomiti Ampezzane La grande bellezza
Dolomiti di Sesto La finestra nella roccia
Civetta e Moiazza Sulle cime degli alpinisti
Pale di San Martino Inseguendo l’enrosadira
Dolomiti Bellunesi Ferrate... di carattere

 

È questo il primo di una serie di numeri speciali di Montagne dedicati alle vie ferrate e ai sentieri attrezzati d’Italia. Una selezione degli itinerari più interessanti, che abbiamo deciso di ripartire geograficamente in tre grandi aree: Dolomiti, Alpi Occidentali e Appennini. Storicamente le ferrate furono concepite per rendere alcune cime accessibili anche agli alpinisti meno esperti, o permettere ai semplici escursionisti di raggiungere punti particolarmente suggestivi tra le montagne: luoghi che mai sarebbero stati alla loro portata se cenge e pareti non fossero state munite di scale, staffe e catene. In area dolomitica, come racconta Cristina Zerbi nell’articolo introduttivo, il primo abbozzo di sentiero attrezzato vide la luce già nella seconda metà dell’Ottocento, con la realizzazione di una serie di gradini alla Bocca di Brenta. L’intento annunciato aveva un che di cavalleresco: rendere fruibile “anche alle signore” l’ostico passaggio. La prima ferrata dolomitica vera e propria nacque solo qualche anno dopo, nel 1903, lungo la cresta ovest di Punta Penia, in Marmolada.
Oggi, nelle Dolomiti, di ferrate se ne contano circa 150. Un numero sorprendentemente alto, spiegabile col fatto che gran parte di esse ricalca percorsi risalenti alla Grande guerra, combattuta aspramente su questi monti, la cui morfologia fu alterata da gallerie, mine, passaggi e camminamenti. Uno dei più recenti e importanti progetti è proprio l’alta via Dolomiti senza confini, che si sviluppa su vie ferrate e sentieri attrezzati realizzati durante la Prima guerra mondiale dai contrapposti eserciti italiano e austriaco sul Monte Paterno, la Torre Toblin, la Cima Undici, la Croda Rossa di Sesto e il Monte Cavallino. Va detto che il tema delle vie ferrate divide da sempre gli amanti della montagna. C’è chi le apprezza e chi le condanna come diseducative e pericolose. Noi per questo abbiamo voluto fare una scelta salomonica, evitando le ferrate realizzate solo a scopo turistico o sportivo e concentrandoci su quelle che hanno una valenza storica o paesaggistica riconosciuta. Buona pratica.

 

Filippo Zolezzi