Agenda Nazionale CAI

Dir. Resp.: Comitato Scientifico Centrale, coordinamento Ugo

annuale

distribuzione principale:

prezzo: 10,00 euro

Editore: Duck Edizioni

 

  Home Editoria

le Testate che collaborano (29)>>
I PERIODICI IN EDICOLA (4) >>
378 Recensioni
 

Agenda Nazionale CAI
annuale
numero di
dicembre 2006

2007. Alberi, le Colonne del Cielo

Ecco un appuntamento a cui non vogliamo mancare: l'uscita dell'Agenda del Comitato Scientifico Centrale del CAI, come sempre coordinata dall'impareggiabile Ugo Scortegagna e vi diciamo subito che se le precedenti edizioni erano interessanti questa è unica e la possiamo dichiarare Imperdibile , tra le riviste!

Potremmo scrivere molte cose, ma preferiamo lasciare la parola al colpevole di questa bellissima edizione, Ugo Scortegagna:
Dopo la parentesi del 2006, con questa Agenda si riprende lo stile degli anni precedenti: quella del Libro/Agenda. Ma questa ha qualcosa in più, al punto da poter essere definita un Libro-Agenda-Manuale. Si, Manuale!
Perché, visto l'argomento sviluppato, può essere utilizzato come una piccola guida per il riconoscimento delle principali piante arboree ed arbustive che caratterizzano il paesaggio delle nostre montagne.
Oltre quaranta le persone coinvolte nella stesura di questo lavoro, una produzione corale, una vera cordata com'è nello spirito del Club Alpino Italiano e degli Operatori Naturalistici, che hanno "adottato" una o più specie e ne hanno curato la scheda descrittiva.
Pur cercando di seguire delle linee guida e di coordinarsi il più possibile, ad una lettura continua, si può riscontrare la mancanza di una uniformità lessicale e formale nelle varie descrizioni, a ulteriore conferma della filosofia del lavoro "corale", con l'intento di lasciare a tutti la libertà stilistica- se pur controllata -nel proprio lavoro. Anche la scelta dei soggetti, non è stata facile. Le 12 piante principali che introducono i mesi dell'anno sono state individuate cercando di cogliere la più ampia distribuzione nel territorio italiano; ecco allora il Pino laricio accanto al Faggio e la Sughera allo stesso livello del Pino cembro. Le schede totali sono 90+1; questo 1 che si stacca è rappresentato dall'Edera, la quale non è un albero e/o un arbusto vero e proprio ma una liana. Anche l'ordinamento/successione/inserimento non segue una filo logico preciso. Individuate tre categorie: piante (arboree o arbustive) di una certa importanza (ecco la scheda a piena pagina), poi piante arboree, quindi piante arbustive. Questi sono stati inseriti, cercando di intervallare specie arboree ad arbustive, seguendo un ordine alfabetico... con molta libertà. Questa eterogeneità, nell'ordine e nella stesura, richiama un significato ecologico estremamente importante in natura -in particolare nel bosco, quello della biodiversità. Una ricchezza nel mondo naturale e di conseguenza una ricchezza in più nella coralità di questa agenda.

 

la copertina
Ecco in sintesi, cosa ho voluto richiamare cercando di mantenere le caratteristiche personali di ogni scheda. Essendo un'agenda, deve esser consultata e utilizzata a piccole dosi; così si presta ad essere utile ad acquisire e "sedimentare" gli elementi fondamentali per poter riconoscere alcune piante del nostro territorio montano. Trattandosi di un lavoro del Comitato Scientifico del CAI, abbiamo cercato di offrire le informazioni più corrette possibili, inserendo anche qualcosa di nostro come le tre icone sul "tipo di Albero" dove abbiamo posto la separazione tra piccolo e grande albero nella misura dei 15 m di altezza. Si è cercato di dare informazioni più dettagliate possibili sulle foglie, perché queste costituiscono elementi per una chiave di lettura alla portata di tutti ed un esercizio piacevole sul quale possiamo esercitarci. Con l'augurio di aver proposto qualcosa di interessante e piacevole ai nostri soci, siamo certi di aver compiuto un lavoro significativo e curioso.

Vi riportiamo anche la presentazione del Presidente generale del CAI Annibale Salsa, perchè è una pagina molto bella che ci sentiamo di condividere in pieno!
Alberi: testimoni muti del linguaggio vivo della Natura. L'appuntamento con l'Agenda 2007 del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano è stato preso, dunque, con il mondo degli alberi. La loro presenza nella montagna, soprattutto nella media montagna ma non soltanto, genera frequentemente forme di benefica simbiosi con l'escursionista/alpinista. Egli, nel percorrere passo dopo passo, i sentieri dei boschi -spesso per andare oltre ma anche per restarvi dentro - intrattiene un dialogo, quasi una "relazione di aiuto" con questi "fratelli separati". La pianta, più degli animali, permette l'apertura di un dialogo e di una discorsività che non ha bisogno della parola o di qualsiasi emissione di voce umana, poiché si dipana nel silenzio della comunicazione meta-verbale.
Frassino maggiore, esempio di scheda
Va ben oltre la grammatica emotiva del rapporto "stimolo-risposta" e prende tutto l'essere in un abbraccio cosmico che, a seconda delle sensibilità spirituali e culturali degli uomini immersi in tali esperienze, può rinviare ad un senso vuoi trascendente, vuoi immanente del divino. Gli alberi, come le montagne di cui sono il verde mantello, hanno sempre favorito il formarsi dell'immagine simbolica di tramite fra la dimensione "tellurica" e la dimensione "uranica" del mondo, fra la Terra ed il Cielo, tra l'Umano e il Divino in qualunque forma religiosa o sacrale siano stati declinati dalle diverse culture e società. Oggi, noi uomini facciamo sempre più fatica ad intercettare tali messaggi, abbiamo perduto la consuetudine con il linguaggio del silenzio che spesso ci spaventa per la sua primordiale potenza evocatrice. Rischiamo di vedere nelle piante unicamente il loro valore commerciale (non autenticamente "eco-nomico" ovvero "eco-logico"), dimenticando che gli alberi e le piante sono la cartina al tornasole dei mutamenti ambientali e, più sensibili di noi, ci avvertono anticipata¬mente del male fisico che pervade il mondo. Una espressione tangibile del male che, molto spesso, è una diretta conseguenza del "male morale" generato dagli uomini. Ma gli alberi e le piante sono anche laboratori didattici e libri aperti della Natura, cifre necessarie per una migliore inter-pretazione del paesaggio e per una seria conoscenza del territorio che, per noi del Club alpino, è soprattutto il territorio della montagna in ogni sua articolazione e manifestazione.
Il mio auspicio è che, incuriositi dai testi e dalle didascalie nonché sedotti dal fascino delle immagini, i lettori della nuova Agenda 2007 (in gran parte escursionisti ed alpinisti) siano sempre più consapevoli che il "terreno di gioco" dell'andar-per-monti rappresenta una delle più nobili ed autentiche espressioni di cultura.
Buona osservazione, quindi, e buona montagna se praticata con "intelletto" ed "amore".

 

Filippo Zolezzi